Piccola recensione Rogue One a Star Wars story

“… durante la battaglia, spie ribelli sono riuscite a rubare i piani segreti dell’arma decisiva dell’Impero, la MORTE NERA…”

Quelle poche righe all’inizio del primo vecchio Star Wars che da sempre avevano affascinato i fan sono diventate un film: Rogue One appunto.
Il primo progetto “spin-off” dopo l’acquisizione da parte di Disney (il prossimo sarà incentrato sulle avventure di Han Solo giovane), narra appunto questo piccolo evento nella lunga guerra contro l’Impero e il male. “Piccolo” ma denso di azione, emozioni e avvenimenti (l’ultima mezz’ora è un crescendo pazzesco!). Il tema della famiglia una costante della saga è sempre presente, qui trova una dimensione eroica, i tragici risultati del dominio dell’Impero sono riscontrabili negli affetti distrutti nella vita di persone “normali”.

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I rimandi e citazioni di robottini e personaggi “celebri” (ma non popolari come Luke e Han Solo) – lo renderanno più appetibile ai veri fan rispetto allo spettatore occasionale, colpa anche di una prima parte leggermente confusa dopo un’introduzione struggente del passato della protagonista. Jyn Erso, interpretata da una bellissima Felicity Jones, incarna (suo malgrado) lo spirito più solenne dell’eroismo, guidando alcuni ribelli nell’ardua impresa. Dalla “storia” noi spettatori sappiamo che sono riusciti nell’intento (i piani rubati sono quelli che guideranno Luke Skywalker all’interno della Morte Nera), ma è (ancora una volta) il come ad essere interessante. La scelta è quella di un film di guerra, cupo, duro, dove la Forza e i cavalieri Jedi non sono protagonisti ma più una fonte di ispirazione per prime linee pronte al sacrificio inseguendo il sogno della libertà.

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Tante le location visitate, si spazia da una città desertica (teatro di uno dei momenti padre-figlia più toccanti dell’intera produzione Lucasfilm/Disney) ad una cupa e piovosa base tra le montagne per finire con una vera e propria novità: una spiaggia equatoriale. Pazzesco il lavoro di ricostruzione dei set in modo da renderli coerenti con la vecchia trilogia, compito perfettamente riuscito.

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Rogue One forse non ha quel “respiro” di racconto mistico, i dialoghi e crescita dei personaggi che abbiamo ritrovato in Episodio VII; come abbiamo detto non ha neanche l’ambizione di essere un capitolo “normale” della saga, ma in quanto a sequenze, coinvolgimento e forza visiva riesce a farsi valere: la battaglia finale e il test della Morte Nera su tutte. Può inoltre vantare il ritorno di Lord Vader così come l’abbiamo conosciuto la prima volta, in tutta la sua cattiveria con casco nero e mantello. Elemento di innovazione tecnologica abbastanza unico (se escludiamo Avatar di Cameron dove erano però alieni) è l’inserimento di attori umani “digitali” – di cui non sveliamo l’identità – che “recitano” in qualche scena, ma che fanno pensare a quali strade potrà percorrere il cinema del futuro.

Rogue One è ovviamente da vedere al cinema sullo schermo più grande a disposizione.

Rating: ★★★½☆